i Vini del Veneto

Anche se la vite si coltiva nel Veneto sin dall'epoca delle palafitte, sino alla fine della Repubblica la maggior parte dei vini veniva importata da oltremare.

I vigneti cominciarono a rifiorire con il decadimento dei commerci, quando i nobili e i ricchi si scoprirono una improvvisa passione per le ville di campagna e per le terre coltivate.

Allora i vini locali cominciarono un poco alla volta a prendere il sopravvento sui vari Xeres, Malaga, Madera, Baccara e Malvasia. Di quel periodo resta ancora viva l'usanza di chiamare le asterie Baccarie o Malvasie dal nome dei due vini di importazione più diffusi.

I terreni e la passione vinicola dei veneti non lasciano certo a desiderare, e così, anche se la coltivazione razionale della vite nacque da queste parti piuttosto tardi, si riuscì in breve a recuperare il tempo perduto.

Già nel XVIII secolo i risultati erano più che soddisfacenti; non si trattava di grandi vini ma di una qualità media veramente dignitosa.

Alcuni vini veneti come il Valpolicella e il Bardolini sono conosciuti ovunque. Da citare anche l' Amarone e il Recioto (prodotto con le recie, cioè la parte più alta del grappolo, quella che ha avuto più sole, scelte accuratamente e messe a passire).

Da non dimenticare gli spumanti Prosecco e Cartizze.