i Vini della Toscana
Quando si parla di vini di Toscana viene subito in mente un solo vino: il Chianti.
In regione però si producono molti altri buonissimi vini che meritano di essere conosciuti.
Il Chianti è, comunque, il vino più diffuso e il più conosciuto nel mondo. Per salvaguardare la sua qualità sono stati costituiti diversi consorzi a partire dal “Consorzio per il Chianti Classico” e via via tutti gli altri.
I Chianti, che da giovani sono ottimi vini da pasto, con l'invecchiamento diventano più corposi in modo da abbinarsi perfettamente con gli arrosti di carni rosse e con la selvaggina così come il Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino.
Nei vigneti arrampicati nei declivi delle colline si coltivano il Canaiolo, il Trebbiano, il Sangiovese, la Malvasia, il Colorino che danno le uve che compongono il Chianti e altri vini, uve che diventano vino dopo un preciso dosaggio.
La formula del dosaggio del Chianti è stata creata dallo statista italiano Barone Bettino Ricasoli (primo ministro dopo Cavour) e prescriveva: 80% Sangiovese, 15% Canaiolo e 5 % Malvasia.
Il Barone soleva dire che il Chianti da lui preparato riceveva dal Sangiovese il profumo e il vigore, dal Canaiolo la delicatezza necessaria a stemperare la durezza del primo e dalla Malvasia la leggerezza e la morbidezza del gusto.
Attualmente si aggiunge anche Trebbiano e uve di vitigni complementari tra i quali viene raccomandato il Colorino.
Ricordiamo i DOCG Brunello di Montalcino, Vino Nobile di Montepulciano, Carmignano, Vernaccia di San Gimignano e ovviamente il Chianti.
